Storie all’orizzonte

FESTIVAL LIBRI ALL’ORIZZONTE – I EDIZIONE – SPOLETO

2 settembre ore 14:30-16:30 

(Salone d’onore – Rocca Albornoziana) 

AMORE E PSICHE: il punto di vista delle donne…

Incontro per una discussione sulla realtà attuale delle donne

Ospiti:

 Carolina Cutolo (scrittrice, musicista e cantante; autrice di Romanticidio, Fandango Libri), Veronica Tomassini (scrittrice, autrice di Sangue di cane, Laurana Editore), Sandra Giuliani (editore di Il Caso e il Vento, presidente dell’Associazione Donne di Carta), Maura Vitale (psicologa, psicoterapeuta, autrice di Donne che non valgono niente, Sovera Edizioni), Elisabetta Comastri (autrice di Tutte le donne che ho dentro, Albus Edizioni), Gianna Marrone (professore associato di Letteratura per l’infanzia presso la facoltà di Scienze della formazione dell’Università Roma Tre, autrice di Il principe azzurro, ma proprio azzurro, Lavieri Edizioni)

Moderatore:

 Massimiliano Griner (Storico)

http://www.libriallorizzonte.com/programma.asp

Scrivere non è un’attività che, seppur praticata, consegna naturalmente lo status di scrittore.  Non c’è natura naturale nello scrivere ma arte : vocazione unita a disciplina, allenamento costante del talento, immaginazione e tecnica.

Lo scrittore è un atleta leale: devoto alla fatica.  Ogni libro è una gara con se stesso/a in cui dà il meglio che può e non si accontenta. Ha un cronometro interno feroce: superare il proprio tempo per consegnarsi al Tempo di tutti. Quelli di oggi e quelli di domani. Il sogno di durare il più a lungo possibile.

Una visione che non so quanto appartenga oggi a chi scrive; non so con quanta consapevolezza oggi vivano il territorio della Letteratura i diversi viandanti che l’attraversano. Mi sembra che siano sempre di meno quelli che prenderanno dimora.

Essere un’editora tra scrittrici è cosa scomoda: chi scrive vede l’editore come colui/colei che farà di un’idea materia, materia vendibile. Pagine di carta, copertina con foto, soprattutto quantità diffusa di copie. E diritti d’Autore. La fabbrica dei narcisismi.

Essere una micro-editora e una persona libro è ancora più scomodo perché io sarò in questa tavola rotonda la doppia voce del Lettore. Anzi, della Lettrice.

Sarò la lettrice che valuta se una scrittura ha diritto di diventare un libro. Il diritto alla bellezza e all’utilità. Perché di libri se ne stampano troppi. Di libri che servono alla vita e alla Letteratura ce ne sono pochi. E questi ultimi non sono stampe (copie) ma scritture in continuo divenire: lette e rilette, corrette, migliorate. L’allenamento continuo che fa di una prestazione la migliore uscita possibile.

Sarò la lettrice che sceglie quel libro tra tanti perché qualcosa nelle parole scritte risuona dentro, cattura, si fa eco. E crea la doppia natura di un tempo dedicato: quello semplice della lettura per se stessi, quello complesso dell’imparare a memoria proprio quelle parole per condividerle, dopo, con altri.

Ci sono pagine dei libri che ho pubblicato come editora che so a memoria come persona libro. Ci ho creduto. Ho aiutato quelle parole ad emergere. Le tutelo con una copertina e con la mia voce.

Ci sono pagine di altri libri che amo al punto che avrei voluto pubblicarli  io e che allora imparo a memoria e dico affinché la bellezza vada in circolo. Perché la bellezza non ha proprietari.

Cosa mai potrà dire questa editora-lettrice su Amore e Psiche dal punto di vista femminile?

Se non che in questa storia suggestiva di metamorfosi l’unica uscita che vale è il figlio, anzi la figlia, frutto di quello strano, a tratti disperato, legame: la voluttà o in termini più moderni, il piacere.

Barthes, che era da critico semiologo un grande raffinato lettore, lo avrebbe definito il “godimento“. E non c’è nulla che possa rassicurare i “genitori” perché il godimento è un figlio ribelle. Nulla assicura – dice Barthes- che il godimento di chi scrive sarà lo stesso di chi leggerà.

In questo spazio, anzi, in questa “zona della voluttà possibile”  abita una scommessa a cui solo la Creatività (Psiche) e la Passione (Eros) potranno cercare di dare una risposta. E sarà ogni volta variabile e imperfetta, infedele e rassicurante, sottoposta a prove difficili per fare della scrittura una “lettura” del proprio tempo  e disegnare nel contempo  la domanda possibile di un futuro.

Dal punto di vista femminile, l’immortalità è sognare di avere potere. Il potere della creazione che è sempre ricreazione. Di se stessi/e e del mondo. La risata leggera della divinità.

E’ qui che torna prepotente la bellezza dell’onnipotenza delle bambine che la società educa fin dagli inizi al limite della convenienza e che la scrittura restituisce alla libertà sconveniente dell’immaginazione.

Le donne, prima ancora di essere scrittrici, sono state da sempre grandi lettrici. E raccontare questa storia della Lettura riequilibrerebbe i domini. Anche quelli del piacere. O dell’amore.

Grazie al Festival che mi consente di essere presente anche con i miei libri dal 31 agosto al 2 settembre. Un’occasione per conoscerli di persona.

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